Volersi bene è anche mettere per una volta da parte l'orgoglio della persona a regime alimentare corretto,
aprire la dispensa e decidere di fare felice una bimba (o meglio, due),
tagliare a tocchetti il burro senza calcolare mediamente le calorie,
aggiungere elementi calorici senza buttarsi a mare,
infornare allegramente,
e poi mangiare.
Ridendo.
E pensando "Gesù, quanto son buoni! Li rifaccio!"
(tra qualche mese, però)
Visualizzazione post con etichetta Volersi bene è.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Volersi bene è.... Mostra tutti i post
martedì 20 maggio 2008
sabato 10 maggio 2008
In bicicletta
Questa mattina,
io e la mia bambina siamo salite in sella alla nostra bici.
Abbiamo fatto il giro delle edicole, come al solito.
Poi siamo andate in merceria, abbiamo girato il mercato, visto la chiesa.
La città dove abito è piena di salite, quindi ci è toccato scendere e farle a piedi,
poi ritornare su e gridare a chi superavamo "Siamo più velociiii!"
Abbiamo suonato il campanello e salutato i vecchietti.
È stato un giro lungo un'ora.
Nel garage avevamo occhi felici.
io e la mia bambina siamo salite in sella alla nostra bici.
Abbiamo fatto il giro delle edicole, come al solito.
Poi siamo andate in merceria, abbiamo girato il mercato, visto la chiesa.
La città dove abito è piena di salite, quindi ci è toccato scendere e farle a piedi,
poi ritornare su e gridare a chi superavamo "Siamo più velociiii!"
Abbiamo suonato il campanello e salutato i vecchietti.
È stato un giro lungo un'ora.
Nel garage avevamo occhi felici.
venerdì 9 maggio 2008
Volersi bene è anche uscire la mattina -abbastanza- presto,
prendere l'auto -anche se l'autoradio è defunta improvvisamente e lascia un enorme vuoto-
e dirigersi verso un centro cittadino dove siano presenti almeno una decina di negozi di abbigliamento e un lungo tratto di portici per mettere alla prova le gambe.
Scegliere le scale vere invece delle scale mobili,
molleggiare sulle scarpette e saggiare la voglia di passeggiata: Mmmh, c'è!
Sopprimere con ferocia la voglia di entrare in una panetteria che ha la sfacciata scritta "Focaccia di Recco" in bella vista, magari bevendo profonde sorsate di acqua,
e sentire l'aria tiepida contro le caviglie, mentre si guardano le vetrine.
Infine, entrare con piglio deciso in un negozio, quello che ispira di più
(in questo caso, Zara),
e iniziare una lenta e pignola perlustrazione dei capi,
valutando la lunghezza delle maniche (sempre troppo corte, per i miei gusti)
la scritta (mai portarsi addosso scritte che non si condividono, del tipo I'm your dog, come ho visto in giro...),
pensare ai vari pezzi rimasti a casa da abbinare (con uno slancio generoso verso le scarpe)
e dirigersi infine (senza guardare con occhi languidi le camicette con maniche a palloncino),
in un camerino.
A questo punto, molto lo fa il camerino, parliamoci chiaro.
Spesso, provarsi la roba stipate in uno spazio angusto, non fa sentire a proprio agio.
Però, coraggio! L'estate è vicina e bisogna comprare qualche nuova t-shirt,
non si può andare in giro sempre con le solite magliette lise.
I primi tentativi vanno a vuoto. Pazienza!
Ma tra le mie braccia, dopo poco, si ammonticchia un piccolo bottino di acquisti
(scontati, per di più! Anche questo è volersi bene
).
Mentre raggiungo l'auto, provata dal peso di borse e borsine
(quando poi c'è pure un mercato, volete non fermarvi ad acquistare verdure per la frittata, frutta fresca, pomodori succosi e meloni maturi?),
sento che questa mattina è stata un piccolo
investimento.
prendere l'auto -anche se l'autoradio è defunta improvvisamente e lascia un enorme vuoto-
e dirigersi verso un centro cittadino dove siano presenti almeno una decina di negozi di abbigliamento e un lungo tratto di portici per mettere alla prova le gambe.
Scegliere le scale vere invece delle scale mobili,
molleggiare sulle scarpette e saggiare la voglia di passeggiata: Mmmh, c'è!
Sopprimere con ferocia la voglia di entrare in una panetteria che ha la sfacciata scritta "Focaccia di Recco" in bella vista, magari bevendo profonde sorsate di acqua,
e sentire l'aria tiepida contro le caviglie, mentre si guardano le vetrine.
Infine, entrare con piglio deciso in un negozio, quello che ispira di più
(in questo caso, Zara),
e iniziare una lenta e pignola perlustrazione dei capi,
valutando la lunghezza delle maniche (sempre troppo corte, per i miei gusti)
la scritta (mai portarsi addosso scritte che non si condividono, del tipo I'm your dog, come ho visto in giro...),
pensare ai vari pezzi rimasti a casa da abbinare (con uno slancio generoso verso le scarpe)
e dirigersi infine (senza guardare con occhi languidi le camicette con maniche a palloncino),
in un camerino.
A questo punto, molto lo fa il camerino, parliamoci chiaro.
Spesso, provarsi la roba stipate in uno spazio angusto, non fa sentire a proprio agio.
Però, coraggio! L'estate è vicina e bisogna comprare qualche nuova t-shirt,
non si può andare in giro sempre con le solite magliette lise.
I primi tentativi vanno a vuoto. Pazienza!
Ma tra le mie braccia, dopo poco, si ammonticchia un piccolo bottino di acquisti
(scontati, per di più! Anche questo è volersi bene
Mentre raggiungo l'auto, provata dal peso di borse e borsine
(quando poi c'è pure un mercato, volete non fermarvi ad acquistare verdure per la frittata, frutta fresca, pomodori succosi e meloni maturi?),
sento che questa mattina è stata un piccolo
investimento.
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)