
Quando leggevo sui giornali articoli sulla dieta del minestrone,
pensavo sempre che per me era una grande (cut)
poiché del minestrone mi stufo dopo dieci cucchiaiate,
figuriamoci mangiarlo ogni giorno.
Da qualche tempo invece, forse complici anche questi dannati giorni di pioggia,
ho scoperto la secolare tradizione delle zuppe.
E delle vellutate in genere.
Prima di tutto,
ho lasciato stare nel reparto surgelati i minestroni dal vago sapore ferroso.
Cioè, praticamente tutti.
Poi ho iniziato a pensare a degli abbinamenti,
arrivando a capire abbastanza in fretta che qualsiasi abbinamento semplice sarebbe potuto andare bene.
Infatti è stato così.
Le patate stanno bene con qualsiasi cosa, così le aggiungo praticamente sempre,
in piccola quantità.
Il resto è rappresentato da "ciò che campeggia nel frigo".
Coste, asparagi, lattuga, zucchine (sì, mi piacciono le verdure verdi),
ma anche zucca, carote, porri, ma anche ceci, lenticchie e soprattutto cipolle e cipollotti,
che adoro letteralmente.
Tutto amorevolmente buttato nella pentola a pressione,
-poche verdure alla volta per sentirne il sapore e per non stufarmi- e poi frullato.
Percorrendo questa strada,
mi rendo conto che spesso, dopo un bel piatto di vellutata e un contorno di verdure,
sono sazia.
A volte aggiungo l'orzo o il farro, foglie di salvia, menta, rosmarino, spezie a piacere.
La sensazione è che mi stia sgonfiando senza sforzi.
Mi sento bene, davvero bene.
È come se mi guardassi per la prima volta.
Stasera zuppa di ceci.
foto presa da qui